Emergenza criminalità predatoria in Puglia. Le soluzioni di MIB

Intervista a Filippo Cuoghi, business developer presso MIB

L'emergenza degli attacchi agli ATM in Puglia ha fatto comprendere che il sistema non ha adottato misure sufficienti e adeguate. Qual è la vostra opinione al riguardo?

In Puglia l’escalation degli assalti agli ATM ha raggiunto livelli critici, con oltre 30 episodi registrati tra la fine del 2025 e l’inizio del 2026.
Riteniamo che questa ondata di criminalità sia una combinazione tra evoluzione delle bande, pianificazione degli attacchi e carenze dei presidi di sicurezza.
Come tutti sappiamo, il motivo principale dell'efficacia di questi attacchi è l'uso sistematico di esplosivo solido che consente ai criminali di accedere in pochi secondi al contante contenuto nell’ATM.

Il fenomeno è un problema europeo e la nostra esperienza internazionale ci permette di fare un confronto con gli altri Paesi.
Dobbiamo constatare che all’estero, dopo i primissimi attacchi, circa 2/3 anni fa, c’è stata una risposta immediata e condivisa di Banche, Istituzioni Governative, Forze di Polizia, Produttori di ATM.
Anche le Assicurazioni hanno giocato un ruolo fondamentale, imponendo alle Banche investimenti nei sistemi di sicurezza, in particolar modo ci riferiamo ai macchiatori passivi, la cui efficacia è stata testata e riconosciuta proprio dalle Forze dell’Ordine durante test distruttivi. 
Il risultato di questa azione condivisa è stata la sensibile riduzione del numero di attacchi sul territorio.

Tornando alla regione Puglia ma, più in generale a livello Italia, c’è una frammentazione decisionale che porta ad avere risultati diversi tra i vari istituti anche nello stesso territorio.
In assenza di uno standard condiviso, molti istituti adottano soluzioni basate su capitolati obsoleti, non sempre aggiornati alle moderne metodologie di attacco. Di conseguenza, i presidi di sicurezza risultano privi di efficacia deterrente, favorendo il costante aumento degli episodi criminosi.

Al termine del workshop del 11 marzo, cosa proponete alle Autorità di PS per ridurre il fenomeno criminoso e allineare l'Italia agli altri Paesi dell'Eurozona

Purtroppo la criminalità si evolve con estrema rapidità ed è capace di aggirare anche le difese più sofisticate; quello che auspichiamo è l’inasprimento delle pene per chi maneggia esplosivi sia a basso che ad alto potenziale.
In rapporto al numero di attacchi dobbiamo constatare che stante l’estrema rischiosità, sia nell’utilizzo che nel maneggio di questi esplosivi, ci stiamo meravigliando del fatto che non “ci sia ancora scappato il morto”.
All’estero con molti meno attacchi abbiamo assistito ad assalti agli ATM con esplosioni multiple veramente primitivi e pericolosi per la pubblica incolumità. Ancora una volta dobbiamo dire che noi italiani, su certe attività, siamo veramente bravi.

Quali previsioni si possono fare per il futuro del contante?

Il futuro del contante è al centro di un dibattito che oscilla tra la spinta verso la digitalizzazione e la necessità di garantire libertà e resilienza al sistema economico.
Nell’area euro, nonostante l’aumento dei pagamenti digitali, la quantità di banconote in circolazione continua a crescere.
Una tendenza particolarmente visibile nelle zone rurali è la chiusura degli sportelli ATM, dove le banche stanno riducendo i costi eliminando i bancomat fisici con la conseguenza che il contante diventerà sempre più difficile da reperire, spostando il prelievo verso altri operatori come, ad esempio, tabaccai, supermercati ed uffici postali.
Tuttavia, riteniamo che il contante rimarrà fondamentale per tre motivi strategici:
• Inclusione per anziani o persone senza competenze digitali.
• In caso di guerra ibrida, blackout elettrico o attacchi hacker, il contante sarà l'unico sistema di pagamento funzionante.
• È l'unico strumento che garantisce l'anonimato totale della transazione.

 

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