GDPR, il punto della situazione a sei mesi dall'entrata in vigore

Gabriele Faggioli, presidente di Clusit e CEO di P4I, fa il punto della situazione per essecome a sei mesi dall'entrata in vigore del GDPR. Ancora elevate le differenze di adeguamento tra le grandi organizzazioni e le PMI di una norma di indirizzo e non più prescrittiva, che lascia spazio interpretativo e permette soluzioni personalizzate.

A sei mesi dall’entrata in vigore del GDPR, quali considerazioni si possono fare sul suo recepimento in Italia?
Dal nostro punto di osservazione, sia accademico che professionale, possiamo dire che le grandi aziende italiane e internazionali hanno avviato in massa e, in parte, portato a compimento progetti di adeguamento al GDPR. Ci sono interi settori di mercato che, considerando i player più rilevanti, hanno sicuramente fatto moltissimo. Penso alle banche, alle assicurazioni, alle telco, al settore del fashion e del luxury. Ma anche la grande distribuzione organizzata. Si tratta di settori di mercato ad altissimo numero di interessati dove, di conseguenza, l’adeguamento al GDPR era essenziale e obbligatorio in considerazione anche dei potentissimi sistemi CRM che utilizzano...

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