SSBM 2026, la compliance come investimento strategico per le aziende

Intervista a Pasquale Mundo, RSPP di BNL BNP Paribas

Nel workshop del 24 marzo, il filo conduttore dei diversi interventi è stata la compliance alle norme, definita anche come investimento per mettere in sicurezza le organizzazioni. Qual è la sua visione in materia?

La compliance oggi non è solo un obbligo normativo ma un investimento strategico per l’azienda. I modelli ex. D. Lgs. 231/2001 diventano strumenti di prevenzione e di difesa in caso di ispezione o incidente consentendo di ridurre il rischio sanzionatorio e di sospensione dell’attività.
Inoltre, un modello organizzativo ben strutturato ed efficacemente attuato protegge il valore aziendale da danni reputazionali che possono essere generati da violazioni o incidenti.
Il rafforzamento normativo introdotto con il DL del 1° settembre del 2021 va da una parte a definire operativamente quanto previsto dall’art. 46 del D.Lgs.81/08 definendo i metodi di manutenzione e controllo degli impianti antincendio, dall’altra eleva le competenze degli operatori del settore non relegandoli a semplici esecutori di operazioni manutentive ma ad attori protagonisti della sicurezza aziendale.
Lo sforzo importante richiesto agli operatori della manutenzione dei sistemi antincendio per la formazione, effettuata attraverso gli enti accreditati, e per la qualificazione, questa presso i comandi dei Vigili del Fuoco, fa innalzare in modo discontinuo, con un vero e proprio salto qualitativo, la professionalità del sistema assicurando al datore di lavoro una maggiore sicurezza per la salute dei lavoratori.

Qual è livello di consapevolezza e di responsabilità offerto dagli stakeholder della sicurezza sul lavoro della Banca?

Sebbene l’ambiente bancario non sia tradizionalmente associato a rischi elevati come quelli del settore industriale, presenta però rischi specifici che richiedono un approccio strutturato e sistematico. La Banca, lavorando in un settore altamente regolamentato, ha una forte propensione alla compliance a tutti i livelli compresa la salute e sicurezza dei lavoratori con sistemi di procedure e controlli di primo e secondo livello, strutture di compliance, auditing e controllo dei rischi che rappresentano un solido architrave per la gestione del rischio legato alla salute dei lavoratori.

Oggi la Banca (BNL) rappresenta una eccellenza nel panorama aziendale nel quale gli investimenti effettuati nella salute e sicurezza hanno creato nel tempo consapevolezza e coinvolgimento nei lavoratori a tutti i livelli.
Nei principali gruppi bancari, come in BNL, sono presenti sistemi di gestione della salute e sicurezza sul lavoro che assicurano uno standard di sicurezza elevato in tutti i processi aziendali. Il dialogo tra i vertici aziendali e i principali attori della sicurezza, RSPP, MC e RLS, contribuisce ad un ambiente di collaborazione e miglioramento continuo delle best practices.

La gestione dei rischi di natura psicosociale richiede il coinvolgimento dei livelli più alti dell’azienda affinché si possa intervenire sugli snodi principali dei processi organizzativi assicurando efficacia dell’azienda e supporto ai lavoratori. In questo ambito la comunicazione e la formazione dei lavoratori è ancora un pilastro fondamentale in mano alla leadership aziendale.

Ritiene sia possibile migliorare la situazione e, in caso, come?

Il miglioramento deve essere sempre un riferimento anche nella gestione della salute e sicurezza. Lo stesso D.Lgs. 81/08 all’art. 29 specifica come la valutazione dei rischi deve essere svolta in relazione al grado di evoluzione della tecnica, della prevenzione o della protezione.

L’introduzione dell’intelligenza artificiale rappresenta nel prossimo futuro la grande opportunità per il miglioramento dei sistemi. Ad esempio, per quanto riguarda i sistemi antincendio potremo passare da sistemi antincendio tradizionali che pur essendo affidabili, sono progettati principalmente per rispondere a un evento già in atto – i.e. rivelatori di fumo, sensori termici e sistemi sprinkler – a sistemi integrati tra sensoristica e strumenti intelligenti che analizzano la situazione e intervengono tramite agenti AI nella gestione del rischio prima che questo porti a situazioni pericolose.
L’evoluzione dell’intelligenza artificiale, in particolare nel campo del machine learning e della computer vision, ci consentirà di passare da una logica reattiva a una logica predittiva e adattiva.
Naturalmente, l’introduzione dell’IA porterà a nuove criticità: sarà necessario definire degli algoritmi che siano affidabili e validati. La certificazione e un testing rigoroso potrà rispondere a questa esigenza. Inoltre sarà necessario integrare le normative antincendio (EN, NFPA, ecc.) con i nuovi sistemi.
L’introduzione dell’AI porterà problemi legati alla sicurezza dei dati e alla necessità di difesa dei sistemi da attacchi esterni; la quantità di dati che gestiamo rappresenta oggi un ostacolo ma diventerà un asset per lo sviluppo di sistemi intelligenti dove però è necessaria una governance di cybersecurity.

 

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