Emergenza criminalità predatoria in Puglia. L’opinione di Alessio Bifarini e Lorenzo Mori (Poste Italiane)

Intervista a Alessio Bifarini  e Lorenzo Mori, rispettivamente Responsabile di Sicurezza Fisica e Responsabile di Movimento Fondi all’interno della funzione Tutela Aziendale di Poste Italiane

Dal punto di osservazione di Poste Italiane, l'entità con il maggior numero di sportelli e ATM sul territorio, quali provvedimenti si potrebbero assumere per diminuire gli attacchi in atto in Puglia?

Poste Italiane assicura una presenza capillare sul territorio pugliese con 429 Uffici Postali e 447 ATM installati sul perimetro dell’ufficio o in box esterni, garantendo il presidio effettivo sul 90% dei 256 Comuni regionali. Questa capillarità rappresenta un valore per il territorio ma comporta anche una responsabilità significativa sotto il profilo della sicurezza fisica e della business continuity.

Per ridurre l’incidenza degli attacchi ai danni di ATM e Uffici Postali, è necessario adottare un approccio multilivello che integri tecnologia, prevenzione organizzativa e cooperazione interistituzionale. Poste Italiane continua ad investire in sistemi di protezione degli ATM con l’obiettivo di aumentare l’efficacia dei dispositivi di sicurezza finalizzati al contrasto degli attacchi, sia in termini di resistenza dell’apparato che di anticipazione delle segnalazioni di allarme - anche attraverso l’utilizzo di sistemi di videoanalisi. 

Nell’arco di un anno solare dalla recrudescenza degli attacchi, Poste italiane ha prontamente finanziato un progetto finalizzato all’acquisto e all’installazione di sistemi di sicurezza aggiuntivi, di contrasto alla modalità di attacco più ricorrente perpetrata attraverso l’utilizzo di esplosivi solidi, che non riguardano unicamente la Regione Puglia. Gli interventi hanno consentito, nel breve periodo, di riportare in sicurezza 324 ATM (72,5%) della Regione limitando in questo modo l’interruzione del servizio legata allo svuotamento notturno a 123 siti a rischio. Il processo di integrazione è in continua evoluzione e si sta già lavorando all’individuazione di misure di sicurezza alternative per quegli ATM che non risultano compatibili con le soluzioni già definite.

Ricordiamo che gli attacchi esplosivi agli ATM non producono effetti limitati al solo furto di contante, ma comportano generalmente gravi danni agli interni degli uffici postali rendendoli del tutto inagibili. L’interruzione notturna del servizio è dunque finalizzata a garantire il più ampio servizio che gli Uffici Postali offrono ai cittadini – non solo ai propri clienti – ogni giorno, specie nei centri più piccoli dove gli uffici restano l’ultimo punto di riferimento nell’ambito dei servizi postali e finanziari. 

Ritenendo che il contrasto agli attacchi passi anche attraverso una maggiore collaborazione tra enti privati, nel 2025 Poste ha promosso iniziative di formazione e comunicazione, aperte ai Security Manager dei principali istituti bancari, per la condivisione delle esperienze di ciascun gruppo ed attivato quindi una rete privata in grado di aggiornarsi rapidamente sulle evoluzioni del fenomeno predatorio. La sicurezza delle infrastrutture di accesso al contante non è solo un tema aziendale ma riguarda la tutela del servizio pubblico e di garanzia della continuità operativa per cittadini e imprese.

Al termine del workshop dell'11 marzo, cosa chiedete in concreto alle Autorità di PS per garantire la disponibilità del contante anche nelle aree meno servite della Regione?

Il contesto regionale richiede, a nostro avviso, una maggiore collaborazione e condivisione delle informazioni verso le Forze di Polizia con l’obiettivo comune di garantire la continuità operativa del servizio al cittadino. Nel concreto, la nostra idea di collaborazione si basa sul rafforzamento delle relazioni tra sicurezza privata, Procure e Forze dell’Ordine al fine di sviluppare un modello di sicurezza e cooperazione pubblico-privato, fondato su tre pilastri:

- integrazione informativa: la condivisione delle informazioni che Poste e Banche possono mettere periodicamente a disposizione relativamente ai siti maggiormente esposti al rischio per tipologia di apparati, elevata movimentazione di contante, posizionamento geografico o altri fattori ambientali, al fine di consentire alle Forze di Polizia una più efficace pianificazione delle attività di prevenzione e pattugliamento;

- azione preventiva congiunta attuata mediante incontri periodici di pianificazione coordinata delle misure di prevenzione e integrazione operativa dei sistemi tecnologici;

- lettura investigativa unitaria del fenomeno volta a valorizzare la serialità degli episodi criminosi al fine di rafforzare l’efficacia dell’azione di contrasto, anche sotto il profilo giudiziario, ed attivare strumenti di indagine maggiormente efficaci.

Poste si rende disponibile a valutare investimenti in tale direzione nell’interesse di tutte le parti coinvolte. Un modello così costruito potrebbe inoltre rappresentare una realtà esportabile ad altre regioni, dove il fenomeno si sta espandendo, e costituire una best practice nella collaborazione pubblico-privato.

In quest’ottica, chiediamo alle Autorità di sostenere un approccio che consideri gli Uffici Postali e gli ATM infrastrutture critiche diffuse, meritevoli di particolare attenzione nell’ambito delle strategie di sicurezza territoriale. Garantire la disponibilità del contante, anche nelle aree periferiche, significa assicurare inclusione, stabilità e fiducia.

Quali previsioni si possono fare per il futuro del contante?

Anche in un’economia avanzata e tecnologica come quella in cui viviamo oggi, il ruolo del contante rimane essenziale per l’equilibrio del sistema. I nuovi strumenti di pagamento elettronici si sono sviluppati in maniera esponenziale negli ultimi anni e l’imminente avvento dell’euro digitale, in sperimentazione già a partire dal 2029, fornirà un ulteriore impulso all’evoluzione dell’economia e dei sistemi di pagamento in generale.

Tuttavia, il periodo di instabilità internazionale che stiamo vivendo ha rinnovato l’attenzione sull’importanza del denaro contante, inducendo repentini cambiamenti di tendenza anche in Paesi che avevano assunto il concetto del “war on cash” come una sorta di obiettivo di modernità.

Sulla scia della “Cash Strategy 2030”, varata dalla BCE nel 2020, l’Unione Europea sta lavorando ad una bozza di regolamento che si prefigge l’obiettivo di assicurare la disponibilità di accesso al contante per tutta la popolazione, entro pochi chilometri dalla propria abitazione. Non è superfluo sottolineare che, grazie alla presenza diffusa di Poste Italiane su tutto il territorio nazionale, la presenza di “punti di accesso al contante” in Italia è assicurata nel 98% dei Comuni, contro valori medi molto inferiori riscontrati anche in alcune delle economie più sviluppate del Vecchio Continente.

L’utilizzo dei sistemi di pagamento si è evoluto sempre più verso un maggior utilizzo dagli strumenti elettronici e digitali, tanto che se nel 2019 i contanti garantivano il 61% delle transazioni contro il 29% delle carte di pagamento e il 10% degli altri sistemi di pagamento (bonifici e pagamenti digitali), nel 2024 le proporzioni si sono equilibrate: 41% contante, 43% carte di pagamento, 16% pagamenti digitali. Inoltre, la tendenza stimata per il 2030 è quella di un ulteriore accrescimento del valore del transato con i sistemi di pagamento diversi dal contante, che arriveranno ad assicurare il 65/70% del totale. Rispetto a questa prospettiva valgono due considerazioni molto importanti: la prima è che il numero delle transazioni in termini numerici è costantemente in crescita, principalmente grazie all’utilizzo degli strumenti di pagamento digitali, tuttavia il numero complessivo di transazioni in contanti è previsto stabile nei prossimi 5 anni (circa 380/400 milioni di transazioni rispetto a 1,1 miliardi complessivi), la seconda è che il ruolo del contante non si limita esclusivamente ad quello di strumento di pagamento. Secondo gli studi di Banca d’Italia, solo il 20% dell’ammontare di circolante è destinato a regolare transazioni, il 50% funge da “riserva di valore”, mentre il resto è destinato alla domanda estera.

Nello scenario descritto, è ragionevole ritenere che il contante manterrà nel tempo un ruolo fondamentale nell’economia mondiale, sebbene affiancato da altri strumenti di pagamento che avranno sempre più il ruolo di “acceleratore” per l’economia nel suo complesso.

 

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