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Sicurezza nel retail in Italia: presentata la ricerca di Crime&tech e Laboratorio per la Sicurezza


La prima ricerca analitica in Italia sui furti che colpiscono il sistema del retail è stata realizzatada Crime&tech, spin off dell'Università Cattolica di Milano, sulla base dei dati forniti da 30 aziende rappresentate dal Laboratorio per la Sicurezza. Con un fatturato aggregato di 25 miliardi di euro, costituicono un campione rappresentativo del sistema della distribuzione al dettaglio, che ha consentito ai ricercatori del team guidato dal prof. Ernesto Savona di ricavare informazioni significative sulla situazione in atto sull'intero territorio italiano.

Il dato più evidente è la massa delle differenze inventariali (DI) che colpiscono il sistema: 2,4 miliardi di euro di ammanchi registrati al momento dell'inventario, causati da furti esterni (taccheggio dei clienti), ai quali seguono quelli interni compiuti dai dipendenti, quelli dei fornitori e, in minima parte, gli errori amministrativi. Le differenze incidono mediamente per 1,10% sul fatturato dei retailer e si traducono in maggiori costi addebitati ai clienti per 56 euro pro-capite.

I punti vendita nei centri commerciali, in particolare quelli più piccoli e meno frequentati, risultano più esposti ai furti di quelli in città, mentre è stata registrata una relazione negativa tra furti sventati e differenze inventariali: maggiore è il numero dei furti sventati, minori sono le DI. In media, sono stati sventati 83 furti per negozio.

Il prof. Ernesto Savona, presidente di Crime&tech, ha commentato: "Siamo molto interessati a questa ricerca ed ai suoi sviluppi successivi, che permetteranno agli operatori del retail di sviluppare strategie a lungo termine sulla base di informazioni attendibili. La partecipazione pubblico/privato nella sicurezza è al centro della nostra attività scientifica e il settore della distribuzione è un soggetto molto importante dal punto di vista economico e sociale".

"La condivisione dei dati tra security manager di aziende che possono essere tra loro concorrenti è uno degli aspetti più significativi di questa ricerca - ha sottolineato Giuseppe Mastromattei, presidente del Laboratorio per la Sicurezza - e riteniamo possa rappresentare un vero punto di svolta nel mondo della sicurezza. Il nostro impegno è di affinare questo progetto e di estenderlo a livello europeo, un'evoluzione naturale dovuta alla dimensione internazionale delle aziende e alle aree di competenza sovranazionali della maggior parte dei security manager del Laboratorio".

 

Leggi l'Executive Summary della ricerca cliccando qui sotto:

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