Gli scenari del mercato della sicurezza fisica nel 2026 secondo Genetec

Intervista a Rafael Martin Sales Director Southern Europe at Genetec | Dario Schiraldi Channel Account Executive Italia at Genetec

Dalla ricerca Genetec sui possibili scenari del 2026 del mercato della sicurezza fisica emergono numerose tendenze. Secondo te, quali saranno più marcate nel mercato europeo?

(Rafael) La ricerca Genetec sul 2026 mette in luce un panorama in profonda evoluzione. Considerando il contesto normativo e di mercato europeo, le tendenze più marcate nel settore della sicurezza fisica si concentreranno su tre pilastri fondamentali:

• Evoluzione della sicurezza fisica da funzione di "protezione" ad abilitatore di risultati di business che spingerà la convergenza e unificazione tra i sistemi IT e IoT. L'Europa vedrà un surplus di dispositivi IoT, sistemi di gestione degli edifici (BMS) e sensori aumentando la domanda di piattaforme unificate in grado di condividere dati in tempo reale. Questo forzerà la convergenza tra IT, OT e Sicurezza Fisica per facilitare decisioni più rapide e informate attraverso le diverse funzioni aziendali.

• Adozione dell'AI Responsabile e Automazione Intelligente. Osserveremo una forte crescita dell'attenzione verso l'IA, intesa specificamente come Automazione Intelligente, con enfasi sull'uso responsabile ed etico della tecnologia. I professionisti della sicurezza daranno priorità a soluzioni che automatizzino compiti ripetitivi (come la riduzione dei falsi allarmi), migliorando l'accuratezza del monitoraggio e permettendo all'operatore di concentrarsi sul giudizio (“human in the loop”). L'AI fornirà i dati, ma la decisione finale resterà all'uomo. In linea con il contesto europeo, le aziende richiederanno maggiore trasparenza e sceglieranno vendor che integrano cybersecurity e protezione dei dati sin dalla progettazione (security by design).

• Flessibilità cloud e sovranità del dato. Nell'era NIS2/DORA le aziende europee non si affideranno più a un modello di deployment unico, ma valuteranno l'approccio ibrido più adatto per ogni singolo workload. L'Europa è un continente in cui le normative rafforzeranno la disciplina sulla gestione dei dati e sulla resilienza dei processi operativi. Questo spingerà le imprese a privilegiare soluzioni con architettura aperta che offrano controlli nativi sulla cybersecurity e soprattutto sulla residenza dei dati.

In Italia prevedete le stesse tendenze o, in caso, quali altre?

(Dario) Nel 2026, la trasformazione della sicurezza in Italia seguirà le direttrici europee, ma con caratteristiche specifiche legate al contesto infrastrutturale e normativo nazionale. A differenza di altri Paesi UE, dove il cloud e il cloud ibrido sono ormai un paradigma consolidato, in Italia permane una maggiore cautela. La digitalizzazione richiede infatti non solo sicurezza cyber, ma anche la garanzia di una residenza controllata dei dati e la protezione fisica degli asset che ospitano servizi cloud ed edge. La sicurezza dovrà quindi essere integrata e bilanciata tra dimensione digitale e perimetrale.

Parallelamente, il Paese dovrà accelerare il passaggio dagli obblighi normativi – NIS2, DORA e le altre direttive – a un modello operativo realmente efficiente. Ciò implica l’ammodernamento delle infrastrutture esistenti e una più ampia adozione dell’Automazione Intelligente, indispensabile per ridurre attività ripetitive e valorizzare le competenze degli operatori nell’analisi dei dati.

Infine, emerge una forte preferenza verso partner affidabili e stabili nel lungo periodo. La continuità dei fornitori è fondamentale per sostenere iniziative di modernizzazione pluriennali e garantire conformità costante in un contesto regolatorio in rapida evoluzione.
In sintesi, il 2026 vedrà l’Italia muoversi verso una sicurezza più integrata, ‘normativa driven’ e orientata a infrastrutture moderne, con un focus crescente su automazione e partnership strategiche.

La previsione di una maggiore attenzione degli utenti per la trasparenza e la responsabilizzazione in merito all'utilizzo della IA sarà secondo voi un processo globale o, come al solito, circoscritto all'area europea andando così ad aumentare il gap tra l'Europa iper normata e il resto del mondo?

(Rafael) La nostra prospettiva, basata sul Rapporto 2026 di Genetec, è molto chiara: la crescente attenzione per la trasparenza e l'etica dell'IA è un processo globale. L’interesse per l'adozione dell'IA è raddoppiato nell'ultimo anno e questo l'ha portata per la prima volta a essere considerata una priorità al pari dei sistemi tradizionali. Tuttavia, questo entusiasmo è bilanciato da una profonda cautela, poiché il 70% degli utenti finali che abbiamo intervistato esprime chiare preoccupazioni su come i sistemi sono progettati e su come vengono gestiti i loro dati. Questa non è una richiesta imposta solo dai regolatori europei, ma è un’ esigenza di fiducia che proviene direttamente dal mercato.

L'Europa sta guidando senza dubbio il dibattito, essenzialmente ponendo lo standard per ciò che noi definiamo AI Responsabile. Questo significa che l'uomo rimane al centro e l'IA può solo fornire i dati su cui basare le decisioni, ed è sempre l'essere umano a fornire il giudizio. È altresì fondamentale che l'IA garantisca l'Auditabilità, rendendo le decisioni spiegabili e verificabili, evitando l'utilizzo di "black box" in ambiti sensibili.

Questa richiesta di responsabilità si riflette anche nelle scelte di acquisto: il 73% dei nostri utenti valuta la stabilità, l'affidabilità e l'etica del vendor come elementi chiave di scelta. Questo dimostra che la richiesta di un'IA responsabile è ormai un requisito per competere su scala mondiale.

Quanto ritieni influiscano nel cambiamento dei comportamenti dei responsabili delle organizzazioni le direttive e i regolamenti europei?

(Dario): Le direttive e le normative europee – NIS2, DORA e il futuro AI Act – stanno cambiando radicalmente il modo in cui le organizzazioni gestiscono la sicurezza. Queste normative spostano la sicurezza da un semplice compito operativo a una vera e propria responsabilità di governance, richiedendo che i Consigli di amministrazione e i CEO siano direttamente coinvolti nella supervisione della resilienza digitale e operativa, con sanzioni significative in caso di non conformità.
L'obbligo di adottare un approccio integrato alla sicurezza sta spingendo le aziende a superare la tradizionale separazione tra sicurezza fisica e IT (silos). Allo stesso tempo, la necessità di garantire un'adeguata igiene informatica e resilienza lungo tutta la supply chain, insieme a scadenze di conformità sempre più serrate, sta accelerando gli investimenti in piattaforme di sicurezza unificate, capaci di offrire protezione e conformità verificabile.
In sintesi, queste normative stanno innescando un cambiamento culturale profondo: la sicurezza non è più e non può essere più vista come un costo, ma come un requisito operativo fondamentale per garantire la continuità aziendale e mantenere la competitività.

(Rafael & Dario) Could or will? Quanto queste previsioni derivano da dati oggettivi ovvero quanto risentono delle opinioni soggettive degli autori?
Ogni ricerca combina la solidità dei dati con la necessità di interpretarli. Il Rapporto sullo stato della sicurezza fisica di Genetec si basa su dati raccolti in modo oggettivo, affiancati dall'interpretazione esperta di professionisti del settore: un elemento fondamentale per trarre conclusioni, identificare tendenze e suggerire raccomandazioni strategiche. Infatti, lo studio si fonda su un sondaggio globale completato da oltre 7.300 persone.
Le previsioni si basano su percentuali, tendenze e statistiche che riflettono i comportamenti reali di professionisti del settore (utenti finali, partner di canale, consulenti): motivazioni per la sostituzione di sistemi legacy, priorità di investimento e tassi di adozione. Ad esempio, si osserva un interesse raddoppiato per l'IA e un 70% di preoccupazione riguardo a come i sistemi AI vengono progettati e implementati.

 

#Genetec #Rafael Martin #Dario Schiraldi #AI #automazione intelligente #IoT #normative europee #previsioni #sicurezza fisica #tendenze

errore