vigilanza & dintorni

21 Investimenti cede IVRI al gruppo KSM di Palermo


Opera dall’inizio del ‘900 a Palermo il gruppo che, con l’acquisizione di IVRI spa, diventa il maggior operatore italiano del settore, con 6.000 dipendenti, 32 sedi e oltre 300 milioni di giro d’affari.

Il nuovo protagonista della sicurezza privata in italia è guidato da Filippo Basile, figlio dell’avvocato Rosario Basile (nella foto) che, dopo aver  guidato l’azienda di famiglia nel percorso di crescita che l’ha portata a questo traguardo, ha assunto da alcuni mesi la presidenza di IRFIS, finanziaria per lo sviluppo della Sicilia posseduta al 100% dalla Regione Sicilia.

L’acquisto di IVRI è stato sostenuto da Unicredit e Banca Popolare di Milano, le due banche maggiormente esposte verso la società milanese fondata negli anni ’50 da Fortunato Zanè e ceduta nel 2006 dal figlio Giampiero al fondo 21 Investimenti di Alessandro Benetton.

La crisi globale iniziata nel 2008, che si è pesantemente abbattuta sulla vigilanza privata negli anni successivi,  non ha più permesso ai manager nominati dal fondo - prima Andrea Monti e poi Italo Soncini - di recuperare la redditività necessaria per sostenere l’effetto di leva finanziaria tipico delle operazioni condotte dai fondi di private equity. Il trasferimento del debito per l’acquisto sulle casse della società "preda" con i relativi oneri finanziari, è infatti sostenibile solamente da aziende ad alta redditività.

Le sempre maggiori difficoltà a rispettare i covenant imposti dalle banche creditrici hanno richiesto ai soci della società veicolo, tra i quali il colosso spagnolo della sicurezza Prosegur e lo stesso Giampiero Zanè, numerosi aumenti di capitale fino all’azzeramento del valore della partecipazione alla fine del 2012 per agevolare la cessione. Cessione che si è conclusa mediante l’accollo di una parte dei debiti verso le banche in capo a IVRI da parte dell’acquirente KSM.

Si conclude quindi con la vendita di IVRI da parte di 21 Investimenti  a un gruppo industriale del settore, una delle  operazioni che tra il 2004 e il 2006 avevano visto entrare i private equity nei tre più importanti gruppi italiani (Sicurglobal della famiglia Mattioli, Cittadini dell’Ordine della famiglia Pastorello e IVRI della famiglia Zanè) con il dichiarato intento di favorire la riorganizzazione del settore e far nascere un "campione nazionale" in grado di operare su tutto il territorio italiano e di interfacciarsi con i grandi player internazionali.

Sicurglobal, oggi Axitea, è tuttora in capo al fondo inglese Stirling Square mentre i Cittadini dell'Ordine sono diventati Allsystem della famiglia Serrani di Biella, con la partecipazione del fondo Private Equity Partners. Il Fondo Italiano di Investimenti è diventato proprietario di La Patria di Bologna alla fine del 2011 e ora il mercato è in attesa di conoscere le prossime mosse, in un settore che si sta riorganizzando dopo 80 anni di isolamento causato dal TULPS, il Testo Unico delle Leggi di PS del 1931

Ci saranno sicuramente importanti sviluppi ma, intanto, il campione nazionale è oggi il gruppo KSM di Palermo, di proprietà di una delle più antiche e blasonate dinastie della vigilanza privata italiana.

A cura di Raffaello Juvara – riproduzione riservata

 

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