Il futuro del cloud nella sicurezza fisica è più flessibile di quanto si pensi.

MILANO, 25 giugno 2026 — Negli investimenti e nella gestione della sicurezza fisica, la domanda è: cloud nativo, infrastruttura on-premise o un approccio che unisce il meglio dei due mondi? Il deployment più adatto dipende dalle dimensioni dell'organizzazione, dall'ambiente di sicurezza e dalle priorità. Ecco perché è importante scegliere il modello giusto.

Oggi la modernizzazione della sicurezza fisica non impone più una scelta drastica tra sistemi in locale e soluzioni interamente in cloud e i numeri lo dimostrano. Infatti, secondo l'ultimo Report sullo Stato della Sicurezza Fisica 2026 realizzato da Genetec, il deployment ibrido continua a guadagnare terreno, salendo al 45% delle preferenze a livello mondiale, mentre i sistemi puramente on-premise registrano una contrazione costante.

Ma cosa spinge i manager a scegliere questa via? La risposta è semplice. Negli ultimi anni le aziende desiderano sfruttare i vantaggi del cloud, ma senza perdere il controllo sui propri dati, sull'infrastruttura e sulle tempistiche di adozione. Nei settori caratterizzati da strutture multisito, stringenti requisiti normativi o significativi investimenti pregressi in hardware, una migrazione totale al cloud spesso non è né praticabile né necessaria.

In questo scenario, Genetec sottolinea il ruolo chiave dei dispositivi di sicurezza cloud-managed in quanto rappresentano la soluzione ideale per modernizzare i sistemi di sicurezza in modo graduale, flessibile e controllato.

"Il passaggio al cloud non deve per forza tradursi in una rottura netta con ciò che già funziona. Per molte realtà, la vera sfida consiste nell'evolversi senza perdere il controllo dei processi operativi e senza dover dismettere investimenti tecnologici ancora validi", spiega Rafael Martín, Sales Director per il Sud Europa di Genetec. "Le appliance gestite via cloud consentono di implementare nuove funzionalità dove queste portano un reale valore aggiunto, mantenendo l'infrastruttura locale laddove richiesto dal business, dalle normative o dalle specificità dei processi."

Modernizzare senza ripartire da zero
Uno dei principali freni all'adozione del cloud nella sicurezza fisica è il timore di dover sostituire in blocco telecamere, lettori di badge, sensori o altri apparati già installati. I dispositivi di sicurezza gestiti via cloud superano proprio questo ostacolo, permettendo di collegare l'infrastruttura esistente a servizi nativi in cloud senza la necessità di una sostituzione totale dei sistemi.

Questo approccio si rivela particolarmente strategico per le imprese con sedi distribuite sul territorio, per esempio, una sede centrale, un magazzino remoto o una nuova filiale possono avere esigenze molto diverse in termini di connettività, archiviazione dati, manutenzione o conformità normativa. Grazie al modello ibrido, ogni sito può evolvere al proprio ritmo: alcune sedi possono continuare a operare interamente in locale, mentre altre integrano funzionalità cloud non appena se ne presenti la necessità. Inoltre, questa tipologia di architettura semplifica il collegamento di più sedi a una piattaforma di sicurezza centralizzata, garantendo una supervisione unificata anche alle aziende con decine o centinaia di filiali.

La cybersecurity accelera la transizione al cloud
Anche la pressione sui responsabili IT sta influenzando questo cambiamento. Mantenere aggiornati i sistemi di sicurezza fisica richiede la gestione costante di patch, firmware, vulnerabilità e cicli di manutenzione su un numero sempre maggiore di apparati e siti. Man mano che questi sistemi si integrano con le reti aziendali, la sicurezza informatica diventa infatti un fattore critico.

Sempre secondo il Report di Genetec del 2026 (giunto alla sua sesta edizione), per il secondo anno consecutivo, gli aggiornamenti automatici risultano essere la motivazione principale che spinge gli utenti a scegliere soluzioni cloud. Tra gli altri benefici chiave figurano la facilità di implementazione e la semplificazione della manutenzione. I dispositivi di sicurezza gestiti via cloud alleggeriscono significativamente questo carico di lavoro in quanto:
- centralizzano gli aggiornamenti e le patch di sicurezza,
- evitano interventi tecnici in loco e offrono un accesso immediato alle nuove funzionalità.
Al contempo, molti di questi dispositivi integrano sistemi di backup e funzioni di resilienza per proteggere le registrazioni e i dati critici da eventuali malfunzionamenti hardware.

In conclusione, secondo Genetec, la transizione verso il cloud nella sicurezza fisica non va intesa come una migrazione radicale e irreversibile, bensì come un'evoluzione progressiva. I dispositivi di sicurezza cloud-managed offrono la libertà di decidere cosa spostare, quando farlo e in quali sedi, mantenendo aperte le opzioni future al variare delle esigenze di business.

 

A proposito di Genetec
Genetec Inc. è un'azienda di tecnologia a livello mondiale che sta trasformando il settore della sicurezza fisica da oltre 25 anni. L'offerta di soluzioni dell'azienda consente ad aziende, governi e comunità in tutto il mondo di proteggere persone e beni, migliorando al contempo l'efficienza dei processi rispettando la privacy individuale.
Genetec fornisce prodotti leader nel mondo per la gestione video, il controllo degli accessi e ALPR, tutti sviluppati su un'architettura aperta e progettati mettendo sempre la sicurezza informatica al centro. Il portafoglio dell'azienda include anche soluzioni di rilevamento intrusioni, interfono e gestione delle prove digitali.
Con sede centrale a Montreal, Canada, Genetec offre le proprie soluzioni a oltre 42.500 clienti tramite un'ampia rete di partner di canale accreditati e consulenti in oltre 159 Paesi.
Ulteriori informazioni: www.genetec.com/it

 

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