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Il Parere dell'Esperto

“Nuvole” sul cielo d’Italia: sarà “cloud” anche per il BMS?

Una “nuvola” si aggira nel cielo sopra di noi. Negli ultimi mesi, infatti, tutto quello che non è “cloud”, sembra essere decisamente “out”: il 2012 appena iniziato, sarà davvero l’anno della mitica ”nuvoletta”? E, allora, vediamo cosa potrebbe significare per il nostro settore, che è quello del BMS e della sicurezza.
In linea teorica, una vera e propria rivoluzione, un po’ come era successo, o avrebbe dovuto, per l’IP che è ormai diventato fondamentale per tutto, sistemi come dispositivi.

Facciamo un esempio pratico, desunto dal mondo del TVCC. Oggi, la maggior parte delle telecamere sono IP. Peccato che in Italia l’80% del fatturato dei sistemi di videosorveglianza sia ancora analogico, contrariamente a quello che succede in altri Paesi, come gli Stati Uniti.
Perché succede questo? Ma perché a noi piacciono molto quei robusti cavi coassiali che, in fondo, si trovano dappertutto ed è quindi più facile mantenerli e sfruttarli…
Eppure, il mercato non si ferma: oggi, le più grandi aziende, in tutti i settori, vanno su IP e, quindi, è inevitabile adeguarsi. Altrimenti, davvero, si finisce come Don Chisciotte, a combattere contro i proverbiali mulini a vento.
E, a proposito di vento, torniamo alle nuvole. In teoria, il cloud sembrerebbe la soluzione perfetta per tutti i problemi possibili e immaginabili…infrastrutture, piattaforme, software disponibili da remoto e, in molti casi, che prevedono addirittura il pagamento “on demand”…
Però, ecco che sorgono i problemi, e non sono pochi. In particolare per ciò che riguarda la sicurezza dei dati, proprio quello che chi si occupa di automazione di sicurezza ha l’obbligo di fornire. Vale la pena di ricordare, sia pure senza entrare nei meandri della tecnologia cloud, che, a differenza delle soluzioni “tradizionali”, i dati si trovano sul server della società scelta per il servizio “cloud” e quindi, potrebbero essere alla mercé di occhi indiscreti.
A ciò si aggiunge il problema, particolarmente italiano, della famosa “privacy”: le immagini desunte dai sistemi di videosorveglianza, per tornare all’esempio precedente, certo non possono essere messe “in piazza” e nemmeno su una nuvola…

Le principali aziende che forniscono servizi di cloud (un nome per tutti, Microsoft…) hanno, ovviamente, studiato soluzioni tecnologiche per bypassare questo aspetto non certo secondario, ma nella mente dei più resta una sorta di resistenza ad affidarsi “al vento” e a preferire, come già dicevamo prima, il tradizionale cavo.
Ma non dobbiamo essere troppo conservatori. E’ vero che, tutti e tutti i giorni, ci scontriamo con una serie di problematiche non da poco, come, per esempio, la mancanza di fondi o di investimenti, però abbiamo, dalla nostra, dei potenti “alleati”: tecnologie, come l’IP oppure il cloud, che, nel giro di anni se non di mesi, si sono fatte sempre più perfezionate e “disponibili”.
Quindi, per questo 2012 appena iniziato, anche noi, operatori del BMS e della sicurezza, dobbiamo fare uno sforzo in più e investire in informazione e comunicazione. Certo, è più facile lavorare con i prodotti e i dispositivi “di sempre”, ma è inevitabile che questi diventino obsoleti nel momento stesso in cui li installiamo.
Fra l’altro, rischiamo di mettere in piedi impianti e sistemi i cui componenti, nel giro di qualche mese, non si troveranno nemmeno più nei cataloghi dei fornitori, soppiantati dalle soluzioni che sfruttano, giustamente e comodamente, Internet…

Lasciamo il cavo a terra, voliamo più in alto, fino a raggiungere le “nuvole”: non chiudiamoci nel nostro guscio, ma “apriamoci”, se non con entusiasmo, almeno con la necessaria professionalità, alle novità del settore…e chissà, magari anche nel BMS non si addenseranno più tanti temporali…


di Paolo Laganà

15.02.2012

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