Scenari
La sicurezza del cittadino passa dalla sicurezza partecipata
La vigilanza privata sta vivendo una fase di estrema delicatezza, gli schemi tradizionali che hanno consentito lo sviluppo di un settore, che oggi da lavoro a circa 40.000 guardie giurate, stanno attraversando una fase di grandi cambiamenti che si manifestano in più ambiti, a partire dal contratto di lavoro, che è in questo momento uno dei nodi centrali.
Un impiego, possiamo dire, evoluto delle guardie giurate consente di valorizzare la loro professionalità e, al contempo, assicurare la sicurezza delle persone che utilizzano il servizio di trasporto pubblico.
Stiamo parlando, infatti, della nuova collaborazione tra CIVIS e l’Azienda Trasporti di Verona.
Lo stesso Plinio Carolla, Responsabile della sede di Verona del gruppo Civis, ci fornisce una prima indicazione su quella che è l’esperienza che Civis sta portando avanti a Verona assieme all’Azienda di Trasporti pubblici.
“ATV tre anni fa ci chiamò perché sentiva la necessità di garantire, specialmente nelle ore notturne, maggiore sicurezza sugli autobus, in primo luogo sulle linee urbane ed extra urbane. Maggiore sicurezza intesa in termini di tutela del patrimonio viaggiante, ma anche del cittadino che usufruisce del servizio pubblico.
Civis elaborò questo progetto introducendo a bordo, nelle tratte di maggiore rischio, una guardia giurata, con compiti di deterrenza generale e di protezione del mezzo.
Ci siamo da subito accorti dell’ampio consenso da parte degli utilizzatori di questo tipo di servizio perché, specialmente le fasce più deboli, come le ragazze, le persone anziane e le donne, dimostravano approvazione sia a noi che ad ATV per questo tipo di attività, perché si sentivano rassicurate nel viaggiare anche in orario notturno.
Poi c’è stata una seconda evoluzione, quella molto più importante, dove ATV con questa intuizione, ci ha chiesto di ottenere il titolo di certificatori del titolo di viaggio, per cui attraverso un corso stilato dalla provincia di Verona, il nostro personale ha ottenuto questo titolo, che ci ha permesso di allargare lo spettro della nostra attività, rendendo questo tipo di personale adatto al pubblico servizio, con la facoltà di elevare sanzioni amministrative: questo rappresenta per il nostro settore una svolta epocale.
Nello specifico, Massimo Bettarello, Presidente dell’Azienda di Trasporti di Verona, ci spiega: “Il servizio ha cominciato ad avere una svolta quando i collaboratori del Civis hanno sostenuto il corso della provincia per poter effettuare la verifica dei titoli di viaggio.
Io sono presente nell’azienda da poco, dalla fine del 2010, ho analizzato il rapporto costi-benefici di questo servizio, l’ho confrontato con i dati aziendali e ho cercato di capire quali erano le problematiche da affrontare.
La principale era quella del poco senso di sicurezza nei nostri mezzi, emerso dai nostri questionari di customer satisfaction, dove raggiungevamo di poco la sufficienza.
Avevamo bisogno di essere più incisivi, per cui ho deciso di estendere il servizio anche alle fasce diurne e alle realtà extra urbane, dato che ci pervenivano segnalazioni di atti di bullismo e vandalismo che i nostri operatori non riuscivano in nessun modo a tenere sotto controllo.
I risultati che oggi abbiamo ottenuto sono molti. Come prima cosa sono sparite le segnalazioni riguardanti queste situazioni di disagio, anche se hanno cominciato a farsi sentire le interpellanze di chi pensava che militarizzassimo i mezzi pubblici.
Abbiamo, inoltre, avuto un aumento della percezione del senso di sicurezza, i dati, infatti, ci dicono che abbiamo superato ampiamente il voto sette: abbiamo quindi avuto un aumento del 10% rispetto a quello di partenza.
Il rapporto costi-benefici, ovvero la differenza tra costi del servizio e entrate derivanti da sanzioni erogate, è di 1 a 4, un dato molto significativo che rappresenta l’equità tra le persone che usufruivano del servizio pagando regolarmente e quelle che, invece, salivano senza essere munite di titolo di viaggio.
La pressione dovuta dall’aumento di controlli ha portato, però, ad episodi di reazioni violente, noi come azienda siamo intervenuti facendo un’apposita polizza di copertura assicurativa nei confronti dei nostri addetti, proprio un’assicurazione specifica per le aggressioni.”
I dati avvalorano l’utilizzo di questa nuova attività e lo stesso Carolla analizza la situazione: “Sono oltre 6.000 i verbali emessi da Gennaio ad Ottobre 2011: questo è un dato importante per ATV, ma anche per altre società di trasporto, dato che il 99% dell’evasione è rappresentata dalla mancanza di titolo di viaggio. Abbiamo una composizione di tre guardie particolari giurate sul servizio urbano, perché è un servizio di forte impatto e per questo necessita di un gruppo di persone che si muova assieme, che migri in maniera random verso le zone che ATV ci indica quali più a rischio e quali più pericolose. I bus controllati nel periodo preso in esame sono oltre 4.000, ma il dato più significativo è che abbiamo controllato oltre 41.000 passeggeri, infondendo quindi un notevole senso di sicurezza.
Abbiamo anche un ulteriore dato, che ATV ha concesso con la massima trasparenza: dalla riscossione delle somme previste dai 6.000 verbali, è venuta ad esserci un’entrata di 250.000 euro che, anche se ancora virtuale, è superiore al costo del nostro servizio, che è pari a 65.000 euro.
A mio avviso sono dati molto significativi in quanto, non solo allargano lo spettro dei servizi della vigilanza privata, ma sono anche un esempio di come un’attività possa sovvenzionarsi da sola.”
In conclusione, Bettarello commenta gli sforzi fatti, espone quanto si possa ancora fare ed auspica una riforma della normativa per rendere ancora più incisiva questa collaborazione.
“Per quanto riguarda l’attività a Verona, è nei nostri progetti aumentare questo tipo di sinergia.
I dati esposti precedentemente riguardano la collaborazione con Civis, ma noi come azienda effettuiamo più di 300.000 controlli l’anno; abbiamo una percentuale di evasione che di media, tra urbano ed extra urbano, si è attestata attorno al 4%, a confronto del 10% che superavamo dieci anni fa. Abbiamo ottenuto un notevole risultato, ma il problema che si presenta è quello dell’incasso delle somme dei verbali emessi, in quanto l’attuale normativa non consente ai nostri operatori, con titolo di incaricati al pubblico servizio, di poter richiedere i documenti e questo implica, in molti casi, l’emissione di verbali con generalità non corrette.
Io auspico quindi ad una riforma della normativa di settore, dato che, per esempio, se ora i nostri operatori trovano dei passeggeri senza biglietto in un nostro autobus, non possono farli scendere, o se una persona vuole salire senza documenti può farlo liberamente; per queste ragioni credo si necessiti di un intervento da parte del legislatore, altrimenti si corre il rischio che i nostri sforzi siano vanificati e che passi il messaggio che salendo sull’autobus e dando false generalità, si possa viaggiare gratis.”
Un esempio, quindi, di sicurezza partecipata, ovvero un caso dove il soggetto privato collabora col soggetto pubblico per offrire un servizio al cittadino, che può essere esportato anche in altre realtà.
di Romano Pietra
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