La protezione perimetrale IP e l’integrazione con la TVCC
L'antintrusione perimetrale e la videosorveglianza (TVCC) sono due sottosistemi del sistema di sicurezza non alternativi, essi sono, infatti, fortemente complementari.
Complementare significa letteralmente che si completano. Le prestazioni o le funzioni di ciascuno dei due sottosistemi cioè concorrono per migliorare la prestazione dell’intero sistema di sicurezza.
Per esempio, le barriere a MW utilizzate in una protezione antintrusione perimetrale, sono in grado di fornire informazioni di allarme con una elevatissima probabilità di detezione (PD) ed una bassissima probabilità di falso allarme (FAR) in tutte le condizioni atmosferiche riscontrabili all’esterno.
La protezione perimetrale in generale, e quella con barriere a MW in particolare, è pertanto un
ottimo complemento per un sottosistema di sorveglianza (TVCC), consentendo di trasmettere, memorizzare e presentare, solo eventi notevoli.
L’informazione di allarme prodotta dai sensori di una protezione antintrusione perimetrale, per quanto affidabile, è comunque piuttosto povera, nulla infatti si sa sulla veridicità, sulla natura e sulla modalità dell’intrusione stessa.
La videosorveglianza (TVCC) è pertanto un ottimo complemento per un sottosistema antintrusione perimetrale consentendo di verificare l'attendibilità di ogni evento, analizzare la situazione ed attuare solo le misure più adatte al caso.
Affinché i due sottosistemi di protezione perimetrale e video sorveglianza possano essere integrati, occorre che tra di loro vi sia la condivisione delle informazioni prodotte. In particolare occorre che gli allarmi prodotti dal sottosistema di intrusione perimetrale, siano inviati al sottosistema di videosorveglianza in modo che esso possa effettuare tutte le attuazioni necessarie quali: preset telecamere correlate; avvio della registrazione immagini; presentazione immagini su postazione locale; invio immagini a postazione remota.
Le periferiche del sottosistema di videosorveglianza, cioè le telecamere, a causa della natura stessa del segnale video, necessitano di un collegamento col centro a banda molto larga, occorre poi inoltrare, dal centro a ciascuna periferica, comandi di brandeggio (ptz). Questo collegamento pertanto deve essere puntuale, sicuro, rapido e non manomettibile.
Le periferiche del sottosistema antintrusione perimetrale, cioè i sensori, richiedono un collegamento che consenta di trasportare le tre informazioni basilari di allarme, manomissione e guasto. Anche in questo caso, in modo puntuale, sicuro, rapido e non manomettibile.
L’integrazione dei due sottosistemi di videosorveglianza e di antintrusione perimetrale richiede che tra essi, vi sia un opportuno cablaggio capace di fare transitare le informazioni dall’uno all’altro sempre in modo puntuale, sicuro, rapido e non manomettibile.
Le telecamere più avanzate possiedono intrinsecamente la possibilità di trasportare l’informazione video verso il centro e di ricevere da esso comandi, attraverso un collegamento dati digitali bidirezionale.
Anche i sensori più avanzati possiedono intrinsecamente la possibilità di trasportare le informazioni di allarme verso il centro e di ricevere da esso comandi, attraverso un collegamento dati digitale bidirezionale.
Questo fatto consente di adottare una soluzione innovativa. Essa prevede di collegare tutti i componenti di tutti i sottosistemi ad un unico «cablaggio strutturato» costituito da una rete lan ethernet con relativi protocolli comunemente chiamata «rete ip».
Questa soluzione consente un accesso standard sia a livello di connessione, che a livello di protocolli di trasporto, di indirizzamento, di integrità e di protezione della comunicazione.
Ciò che è necessario per la reale integrazione tra i due sottosistemi, è l'implementazione di un protocollo di integrazione del livello applicativo.
Poiché i due sottosistemi sono completamente differenti, anche i loro protocolli applicativi saranno sostanzialmente diversi. Quello che però serve, per un’ottima integrazione, è solo la omogeneizzazione delle modalità di comunicare gli allarmi e l’individuazione di chi li ha prodotti, dal sottosistema antintrusione al sottosistema di videosorveglianza. L’operazione di traduzione può essere realizzata da uno dei due sottosistemi, indifferentemente, ed in funzione solo del caso e della convenienza.
di Vincenzo De Astis, CIAS Elettronica - www.cias.it
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