Home | News ! | Registra la tua azienda | Applicazioni | Open Platform | Interviste | Dossier | Cerco/Offro Lavoro | Newsletter | Domus | SecurlinkFirenze. Il prefetto di Firenze, Andrea De Martino ha richiamato l'attenzione sulla necessità di adottare, nella denominazione, nel logo e nei colori sociali, elementi di identificazione per gli Istituti di Vigilanza, tali da non confondere gli utenti. In particolare gli istituti di vigilanza privata non dovranno usare espressioni che contengano riferimenti ai termini "polizia", "carabinieri" o simili "che potrebbero creare nella collettività dubbi circa le attività svolte dagli stessi istituti, generando l'erroneo convincimento che essi siano titolari del servizio pubblico".
Le indicazioni date dal Prefetto contengano anche altre precisazioni: "Particolare attenzione dovrà essere posta dagli istituti di vigilanza privata perchè sui veicoli in dotazione e sulle uniformi del personale siano utilizzati contrassegni di riconoscimento ben distinti da quelli delle forze dell'ordine. L'uso di quelli a luce blu è consentito ai conducenti di auto e moto adibiti a servizi di polizia o antincendio, di autoambulanze e mezzi per il trasporto di plasma e organi, solo per l'espletamento di servizi urgenti e di istituto. Non rientrando fra questi compiti le attività degli istituti di vigilanza privata, non potranno essere accolte le eventuali richieste di utilizzo di utilizzo di tali apparecchi.
Per quanto riguarda i dispositivi a luce lampeggiante arancione, il cui impiego e' riservato dal codice della strada solo a determinate categorie di mezzi (tra cui quelli adibiti ai trasporti eccezionali, alla rimozione e al soccorso, alla raccolta di rifiuti, alla pulizia della strada) possono essere usati su altri veicoli solo in caso di emergenza per segnalare un effettivo pericolo per la circolazione".